Le copertine di VITA, finestre creative aperte sul mondo del sociale
VITA Magazine
Sala Grande
Da oltre trent’anni VITA racconta il mondo del sociale italiano anche attraverso la forza delle immagini, grazie alla collaborazione con grandi firme creative. La storia comincia nel 1994, quando la testata viene disegnata da Gavino Sanna, tra i più importanti pubblicitari italiani.
Dal 2013 VITA affida ogni mese la propria copertina alla creatività di alcune delle figure più interessanti dell’illustrazione contemporanea, tra cui Emiliano Ponzi, Olimpia Zagnoli, Diana Ejaita e Gio Pastori. Da allora, le copertine sono diventate più di 140.
Questa mostra nasce da quel patrimonio: dalla sensibilità di illustratrici e illustratori e dalla loro capacità di cogliere risonanze inaspettate e trasformarle in un’immagine.
Fotoracconto Civico
GenerAzione CreAttiva, a cura di Pino Miraglia
Matroneo 6
Presentazione: giovedì 8 ottobre, 14:30, Donnaregina Vecchia, Navata Gotica, nello showcase «GenerAzione CreAttiva: la creatività come infrastruttura sociale».
Fotoracconto Civico è il laboratorio di fotografia ideato e curato da Pino Miraglia nell’ambito del progetto GenerAzione CreAttiva – Partecipazione, creatività e innovazione.
Per tre mesi, venti giovani tra i 18 e i 35 anni hanno esplorato la fotografia e il video come strumenti per osservare, documentare e interpretare i fenomeni sociali contemporanei, attraverso teoria, sguardo critico e lavoro sul territorio.
Il percorso restituisce una narrazione visiva della Campania attraverso fotografie, interviste ed elaborati dedicati a cinque temi scelti dai partecipanti: terza età, donne, religione, associazionismo e immigrazione.
Contro le mafie
Libera
Matroneo 8
Trentuno anni di Memoria e di Impegno, di un lungo cammino dei familiari delle vittime innocenti che chiedono Verità e Giustizia per i propri cari uccisi dalla violenza criminale.
Comicon Wave
Palestina Animada, Posters For Palestine, Tatreez Napoli, Federica Ferraro, Emanuela Auricchio e Marah Khaled
Matronei 3 e 4
Comicon Wave è un percorso espositivo collettivo e multidisciplinare che mette in dialogo cinema d’animazione, illustrazione, arte contemporanea e pratiche artistiche, intrecciando gli sguardi di Napoli e Palestina.
Il percorso riunisce i cortometraggi del collettivo Palestina Animada, proiettati in loop, e le opere di Posters For Palestine, progetto che coinvolge artiste e artisti palestinesi attraverso il linguaggio dell’arte e dell’illustrazione. A queste si affiancano l’opera partecipata “Gli uccelli del paese rubato” del collettivo Tatreez Napoli e le ricerche di artiste partenopee: Federica Ferraro, con “Trame: fili nel labirinto”, realizzata con il Gruppo di Volontariato Carcerario dell’ex OPG “Je so’ pazzo” e il Progetto Me-Tì Trame, e Emanuela Auricchio, in dialogo con l’artista autodidatta di Gaza Marah Khaled, che con “February 6th 2026; 9:50 Naples; 10:50 Gaza” creano un’esposizione che intreccia immagini, storie e linguaggi diversi, costruendo attraverso l’arte nuove connessioni tra comunità, territori e culture.
Voci da sotto
Marika Moretti
Matroneo 9
Voci da sotto indaga la condizione di chi esiste ai margini dell’ascolto. Fotografia, acqua e voce costruiscono un dispositivo in cui l’immersione diventa insieme condizione fisica e metafora sociale. Le immagini, sospese sott’acqua, abitano uno spazio instabile: visibili, ma separate; presenti, ma difficili da raggiungere. L’acqua non cancella: trattiene, deforma, conserva. Le voci continuano a esistere anche quando non trovano ascolto. L’opera interroga così la distanza tra avere una voce e avere qualcuno disposto a sentirla.
Napoli nel Cinema
Scuola Italiana di Comix
Matronei 1 e 2
Napoli nel Cinema è il calendario 2027 della Scuola Italiana di Comix, dedicato al rapporto storico e profondo tra la città e il cinema.
Da Elvira Notari a De Sica, Rosi, Loy, Sorrentino e Martone, il progetto ripercorre una continuità di sguardi e narrazioni che ha fatto di Napoli un luogo centrale del cinema italiano e internazionale.
Una città che si racconta attraverso le sue contraddizioni, le sue storie e la sua capacità di attraversare linguaggi diversi — dal cinema alla musica, dalla letteratura al teatro — mantenendo sempre al centro una dimensione universale: l’emozione.
Il teatro e il suo doppio
Pino Miraglia
Matroneo 5
“Il teatro, dentro e fuori il suo habitat. Il teatro come rito, come azione e narrazione rituale, come espiazione”. Partendo da alcune messe in scena che trovano la propria matrice nelle opere di Antonin Artaud, Miraglia espone 15 immagini e due installazioni con le quali cerca i parallelismi visivi e le connessioni del rito dentro e fuori dal teatro.
Il culto della morte, le icone sacre, il gesto e la ritualità tra sacro e profano evidenziano quel concetto di teatro della crudeltà che come esperienza sensoriale rimane attaccata addosso anche quando conclude la sua funzione espiativa sul palco, per ritrovarla successivamente nei luoghi del quotidiano, nei sogni, nelle domande sulla fede e l’esoterismo.
Le sue immagini escono dal nero profondo dei piccoli e grandi teatri o da quei luoghi evocativi dove l’ossimoro tra fede e ragione, inconscio e consapevolezza cerca un punto d’incontro possibile ma forse non necessario.
A mia madre
Yvonne De Rosa
Matroneo 7
A mia madre è un viaggio nella memoria attraverso le storie dei giovani soldati passati per la Chiesa della Scuola Militare Nunziatella di Napoli, dei loro affetti e di chi, dopo la guerra, vi ha fatto ritorno con il peso delle proprie esperienze. Un racconto che si sofferma sulla perdita dell’innocenza e sul passaggio improvviso alla vita adulta.
Il titolo riprende la lunga lettera scritta alla madre da un giovane soldato, il cui diario racconta il passaggio dalla spensieratezza dell’addestramento alla paura e alla sofferenza della guerra. La sua voce diventa il punto di partenza di una ricerca fotografica che intreccia memoria individuale e memoria collettiva. Attraverso immagini, oggetti, luce, colore e composizione, Yvonne De Rosa costruisce un racconto che non documenta soltanto, ma evoca emozioni e riporta alla luce storie dimenticate. Un archivio visivo in cui fotografia e memoria si incontrano, lasciando emergere ciò che il tempo non ha cancellato.
Oltre l’orizzonte
Cinecittà
Corridoio dei Matronei
Il mare come spazio di scoperta, avventura e possibilità: dalle immagini dell’Archivio Luce e di Cinecittà, una memoria cinematografica della vela racconta il rapporto tra l’uomo e l’orizzonte.
Un viaggio tra sport, paesaggio e desiderio di futuro, dove il mare diventa metafora di libertà e di nuovi approdi.