Con il claim “Il cinema è comunità”, la terza edizione del SàFF – Social Action Film Festival consolida una delle caratteristiche che più ne definiscono l’identità: la capacità di mettere in relazione il mondo del Terzo Settore con quello dell’industria audiovisiva, creando uno spazio di incontro tra competenze, linguaggi e prospettive differenti.
Sono oltre cento le organizzazioni del Terzo Settore coinvolte nel festival, tra cui realtà internazionali come Save the Children, ActionAid, Emergency, Oxfam e Azione Contro la Fame. A questa rete si affianca il dialogo con alcuni dei principali protagonisti dell’industria globale dell’intrattenimento, sviluppato anche attraverso la collaborazione con Audiovisual Napoli Hub, che ha consentito al SàFF di entrare in relazione con grandi player come Netflix, Prime Video & Amazon MGM Studios, SKY e HBO Max.
È in questa intersezione tra Terzo Settore, industria audiovisiva, istituzioni, università e imprese che prende forma la specificità del SàFF, il primo festival cinematografico europeo co-prodotto con il Terzo Settore. Un modello che guarda al cinema non soltanto come spazio di espressione artistica, ma come infrastruttura culturale capace di favorire conoscenza, relazioni e nuove forme di collaborazione.
Il cuore di questo percorso sarà il “Terzo Spazio”, la sezione del festival curata da Fondazione CON IL SUD, principale sostenitore dell’iniziativa. Attraverso tavoli tematici e momenti di confronto, organizzazioni sociali e professionisti dell’audiovisivo potranno incontrarsi, condividere competenze e individuare nuovi terreni di collaborazione, facendo dialogare chi opera nei territori con chi ha gli strumenti per trasformarne storie ed esperienze in narrazioni audiovisive capaci di raggiungere un pubblico più ampio.
Come sottolinea Stefano Consiglio, Presidente di Fondazione CON IL SUD, «il cinema ha la capacità di dare voce alle persone e alle comunità, di costruire una narrazione autentica dei territori e di generare confronto, consapevolezza e partecipazione». La presenza di realtà così diverse, osserva Consiglio, conferma la necessità di costruire alleanze tra istituzioni, imprese, cultura e privato sociale per affrontare le sfide del presente. È anche per questo che il SàFF, nelle sue parole, «merita di crescere e consolidarsi, come luogo di incontro, di racconto e di costruzione di comunità».
A questa rete si aggiunge il sostegno di UniCredit, che accompagna il festival anche nella sua dimensione di sviluppo territoriale. «La rigenerazione di un territorio diventa davvero duratura quando riesce a mettere in relazione cultura, impresa, Terzo Settore e istituzioni», afferma Ferdinando Natali, Regional Manager Sud di UniCredit. Un percorso che, dal Rione Sanità al centro storico di Napoli, racconta «una Napoli capace di trasformare il capitale sociale in opportunità di crescita, attrattività e sviluppo», concependo il territorio «come ecosistema in cui investire fiducia e futuro».
È questa rete di relazioni, costruita e ampliata edizione dopo edizione, a definire il progetto del SàFF e la sua ambizione: diventare il principale punto di riferimento europeo per il cinema sociale.
